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(28/04/2016) - Quattro chiacchiere con Giulio Fiamberti, produttore dell'Oltrepò Pavese, al Vinitaly 2016

Continua il giro per gli stand del nostro Luca Vittori: oggi ci presenta Fiamberti, azienda da oltre 200 anni in Oltrepò, tra i leader del Buttafuoco Storico

Quattro chiacchiere con Giulio Fiamberti, produttore dell'Oltrepò Pavese, al Vinitaly 2016

L’atto di acquisto della vigna Solenga, da parte di Giovanni Fiamberti, datato 1814, sancisce l’inizio degli oltre duecento anni di storia del vino per un’azienda che è oggi entrata a grandi passi nel suo terzo secolo di vita.

Giulio Fiamberti è oggi alla guida dell’azienda e ci racconta quali sono state le tappe fondamentali della sua crescita: “la storia della mia famiglia è strettamente legata a quella di Canneto Pavese e del vino dell’Oltrepo; dall’avvio dell’attività a inizi ‘800 si è costantemente puntato alla crescita, tanto che già nel 1909 erano numerosi i “cru” di proprietà, tra cui Varesella, Caccialupo, Montebruciato e Peloni anche se nel corso del XX secolo la fillossera e due guerre mondiali ci hanno messo a dura prova. Nel secondo dopoguerra nacque il primo marchio aziendale e negli anni sessanta si cominciò ad usare lo scudo araldico di famiglia, il “leone rosso”. Nel 1985 nasce la linea “Prestige”, i cui vini vengono identificati in etichetta con i nomi della vigna d’origine.

Tu da quanto sei attivo in azienda?
Ho cominciato ad occuparmi attivamente dell’attività a fine anni ’90 e da allora abbiamo ristrutturato la sede operativa, riqualificato l’accoglienza e gli uffici e, dopo ottant’anni, reimpiantato la storica vigna Solenga. E’ nata la linea “La Famiglia”, in esclusiva per la ristorazione e prodotti come Bakus, un sushi-wine 100% riesling, appositamente pensato in abbinamento al famoso piatto giapponese  e Blend, bianco IGT da uve riesling, pinot grigio e chardonnay.

Quali sono le attuali dimensioni aziendali?
Circa 25 ettari in produzione per circa 300.000 bottiglie distribuite su 14 etichette. Il 70% della produzione è venduto in Italia, il resto è esportato, soprattutto tra Canada e Polonia anche se ultimamente la Cina sta dimostrando un buon interesse per i nostri vini, soprattutto per i rossi.
Un vino che ritieni particolarmente rappresentativo?
Direi La Briccona, Bonarda dell’Oltrepo Pavese, vino preferito di mia madre Patrizia ed a lei dedicato.

Bonarda in Oltrepo fa rima con tradizione. E’ il vino più tipico ed è anche il vino che meglio si abbina ai piatti della cucina tradizionale oltrepadana.
Bonarda dell’Oltrepo Pavese  frizzante “La Briccona”:
Da uve croatina al 100%, affinato in acciaio, presenta un rosso porpora intenso, impenetrabile. Al naso è vinoso, intensamente profumato di frutti rossi maturi su cui si riverbera una piacevole speziatura. In bocca il frutto è in primo piano, fragrante, avvolgente, con il leggero residuo zuccherino ad equilibrare ed ammorbidire il tannino vigoroso tipico del vitigno, che si dimostra perfetto nel bilanciare la succulenza dei salumi e delle carni rosse. La freschezza e la sapidità chiamano il sorso successivo che sfuma nel lungo finale leggermente amarognolo.

Luca Vittori





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