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(01/12/2017) - Tutto il nuovo dell’Arcole DOC, dicembre 2017

Mercoledì 6 dicembre, in occasione dell’incontro durante il quale si parlerà di nuovi vigneti, di nuovo disciplinare di produzione e di nuovi mercati, verrà presentato ufficialmente il nuovo spumante Arcole Doc

Tutto il nuovo dell’Arcole DOC, dicembre 2017

Riceviamo dal Consorzio Arcole DOC:

Nasce lo spumante Arcole Doc e verrà ufficialmente presentato in anteprima mercoledì 6 dicembre alle ore 18.00 nella sala riunioni dell’“Abazia di Villanova”, a San Bonifacio, durante l’incontro “Tutto il Nuovo dell’Arcole DOC”. Nel corso dell’incontro verranno affrontate le questioni relative ai nuovi vigneti e al nuovo disciplinare di produzione, ma si parlerà anche di nuovi mercati, per una doc che guarda al futuro.

All’incontro interverranno:
Stefano Faedo, Presidente Consorzio Tutela Vini Arcole Doc: Arcole Doc un patrimonio del territorio. Le origini, le prospettive
Diego Tomasi, Ricercatore CREA-VE: cambiamento climatico e difesa delle produzioni
Luca Cielo, Direttore Generale Collis Veneto Wine Group: quali mercati per il dinamico vigneto veneto
Pietro Zambon, Presidente Collis Veneto Wine Group: le sfide della cooperazione
Roberto Pasini, Presidente Strada del Vino Arcole Doc: Vini, Vivi, Bici sulle Strade dell’Arcole Doc
Enrico Fiorini, Miglior Sommelier del Veneto 2014 + Gianluca Boninsegna, Miglior Sommelier del Veneto 2015 + Marco Scandogliero, Miglior Sommelier del Veneto 2016: caratteristiche e potenzialità dell’Arcole spumante

La denominazione dell’Arcole vive in pieno le grandi novità introdotte nel territorio Veneto a seguito del riconoscimento della DOC Prosecco, della DOC Pinot Grigio e della modifica del disciplinare per la DOC Garda.
Ne emerge una zona di produzione dove si raccolgono da sempre con tempestività e dinamismo le sfide e le opportunità del mercato senza perdere di vista l’identità territoriale.

«La nostra denominazione – sottolinea Stefano Faedo, presidente del Consorzio di Tutela - ha oggi la necessità di rivedere tutto l’impianto delle regole produttive, non solo in funzione della forte crescita dei vigneti passati in pochi anni da 2.500 ettari ai quasi 5000 di oggi, ma anche in funzione di una semplificazione e caratterizzazione della denominazione. Proprio alla luce dell’evoluzione varietale crediamo opportuno snellire il sistema articolato delle tipologie proposte puntando sulla denominazione, rinunciando a tutta una serie di tipologie legate al vitigno che nel corso di questi primi 15 anni non sono stati sufficientemente utilizzate e valorizzate. Per questo l’idea che proponiamo è di concentrare la denominazione su 3 tipologie tese a valorizzare i vitigni a bacca bianca presenti sul territorio con l’Arcole Bianco, l’Arcole Pinot Grigio e l’Arcole Chardonnay e di semplificare in 4 tipologie i vini provenienti dai vitigni a bacca rossa in Arcole rosato, Arcole rosso, Arcole Nero ed Arcole Merlot. Auspicando che Il nuovo disciplinare di produzione possa essere applicato già a partire dalla vendemmia 2018».

Quello dell’Arcole è un sistema che non solo tiene ma si consolida di anno in anno, nell’ambito di un comprensorio produttivo che da 15 anni ha fatto del vino il suo volano di sviluppo. Si tratta di un’area ad alta specializzazione viticola dove, grazie a mirati sistemi di meccanizzazione e ad una attenta tecnica di cantina è oggi possibile produrre vini di eccellenza che rispondono non solo al requisito della qualità, ma anche a quello della continuità produttiva nell’ottica di soddisfare non solo le esigenze della distribuzione italiana ma anche quella estera.

Un incontro dove non mancheranno le riflessioni relative anche al futuro turistico di questa zona ad iniziare da progetti di promozione territoriale come quello di “Vini, vivi, bici”.
«Con questo importante progetto di valorizzazione territoriale – sottolinea Roberto Pasini, presidente della Strada del vino Arcole – quella dell’Arcole si presenta come una vera e propria terra di mezzo, sintesi dei grandi percorsi del ciclo-turismo da est a ovest da nord a sud, dove il turista può ancora sperimentare i sapori di un’antica e radicata tradizione rurale, in cui la vita è ancora legata al flusso delle stagioni».
 
La denominazione dell’Arcole, con le sue 1500 imprese viticole, comprende un territorio di quasi 5000 ettari di vigneto che interessano i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo e i comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.


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