Più che un salone espositivo, una fotografia nitida dell'evoluzione del rapporto tra industria, consumatore e identità gastronomica. Dall’11 al 14 maggio, Fiera Milano Rho ospita l’edizione 2026 di TuttoFood, evento che quest'anno vede come protagonista l’area Arepo (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d'Origine) coordinata dalla Regione Lombardia. Tra i padiglioni prende forma quello che gli esperti definiscono il "supermercato del futuro", un luogo dove la tradizione territoriale e le nuove frontiere del marketing convergono in uno scenario globale. Il Made in Italy come linguaggio universale Milano sfrutta la sua doppia anima di capitale del lusso e hub logistico per diventare il centro dell'agroalimentare internazionale. In fiera, il Made in Italy emerge come un linguaggio in continua reinterpretazione: dal panettone estivo alle nuove frontiere della mixology con arancia rossa e Prosecco. Questo dinamismo attira buyer da tutto il mondo: dagli operatori americani interessati ai fermentati alle delegazioni asiatiche a caccia di filiere mediterranee certificate.
L’economia delle eccellenze: Dop e Igp protagoniste Il cuore della manifestazione batte per le Indicazioni Geografiche, un comparto che in Europa genera oltre 80 miliardi di euro. L’Italia si presenta come leader indiscussa con 891 prodotti certificati e un sistema economico da 20,7 miliardi di euro (di cui 12,3 destinati all’export). In questo contesto, la Lombardia si conferma il motore trainante della "Dop Economy". Grazie alla sinergia con Origin e la Federazione Italiana Cuochi, la fiera offre un fitto calendario di show cooking e conferenze che coinvolgono le principali regioni italiane e rappresentanze europee da Spagna e Grecia.
Innovazione e nuove "tribù" nutrizionali TuttoFood 2026 esplora la frammentazione dei consumi contemporanei. Se da un lato si rafforzano i consorzi di tutela, dall'altro cresce il peso dei prodotti tecnologici e salutisti: gnocchi keto, dessert senza lattosio e alimenti low carb. Tra le tendenze più monitorate spicca il boom dei fermentati, con il kefir che registra crescite superiori al 50% annuo, segno di un'attenzione sempre maggiore verso il benessere del microbiota e le proprietà proteiche.
Vocazione internazionale e ricambio generazionale Con circa 5.000 brand presenti (di cui 1.500 esteri) e espositori da 80 Paesi, la fiera registra un incremento del 20% rispetto al 2025. Oltre alle conferme da Medio Oriente e America Latina, si segnalano nuovi ingressi strategici come India, Corea del Sud e Uzbekistan. L'evento guarda anche al futuro delle professioni: ne sono un simbolo i quindici giovani lievitisti under 30 impegnati in competizioni dedicate al lievito madre, un segnale della volontà di proteggere il sapere artigianale attraverso i nuovi linguaggi dei social e dei dati.
La kermesse si chiude con una visione strategica precisa: "Vogliamo portare questo modello oltre la dimensione fieristica e costruire un calendario europeo stabile di iniziative dedicate alle Indicazioni Geografiche", ha dichiarato Alessandro Beduschi, Assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, sottolineando l'importanza di coinvolgere territori, consorzi e ristorazione per consolidare il primato del settore.
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