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Alto Adige, dove bere e mangiare hanno una marcia in più (dicembre 2014)

I prodotti e i ristoranti dell’Alto Adige ai primi posti in tutte le maggiori guide italiane ed internazionali

Alto Adige, dove bere e mangiare hanno una marcia in più (dicembre 2014)

L’obiettivo dichiarato della destinazione Alto Adige/Südtirol è quello di diventare il luogo più ambito dove vivere in Europa.
Per raggiungere quest’obiettivo il percorso da affrontare dev’essere condiviso da tutti, soprattutto da chi ci è nato, ci vive, ci lavora. In tutto questo ha una fondamentale importanza anche la cura del territorio, il rispetto per la natura e la voglia di preservare paesaggio, cultura e tradizioni.
Un impegno comune che alla fine va a vantaggio anche di chi sceglie l’Alto Adige come domicilio per le proprie vacanze.

I risultati di questo impegno non si registrano solo nei dati turistici, ma anche attraverso i molti premi e riconoscimenti che ogni anno vengono assegnati dalle maggiori guide nazionali ed internazionali ed ormai anche dai grandi siti di recensioni, nuovi importanti influencer di mercato.

Vini Alto Adige
Sono ben otto le maggiori guide italiane, che degustano, confrontano, descrivono e recensiscono vini. Per il 2015 ad entrare nell’olimpo dei top sono state ben 50 tra cantine di produttori e cantine private dell’Alto Adige con un record di 154 “voti pieni” (nel 2014 erano 135!).

Il Gambero Rosso assegna ben 28 “tre bicchieri”, la Guida de L’Espresso 23 “cinque bottiglie”, il Veronelli 18 “super tre stelle”, Bibenda 26 “cinque grappoli”, il Vini buoni del Touring 15 “corone” e Slowine 23 “grandi vini e vini slow”.
La cantina più premiata, cioè con il numero maggiore di vini premiati, è quella di Terlano con 7 vini, seguita dalla Cantina Bolzano ex-equo con Elena Walch (5 vini).
A farla da padrona anche per il 2015 sono i vini bianchi, tra i quali spiccano il Pinot Bianco, il Riesling, il Sauvignon e il Sylvaner. Tra i rossi ovviamente in pole position è il Lagrein, seguito dal Vernatsch (Schiava).

Cinque sono i vini con i maggiori riconoscimenti da parte di tutti gli esperti delle guide:

Alto Adige Terlaner I Grande Cuvée 2011 della Cantina Terlano

Alto Adige Riesling Val Venosta Windbichel 2012 della Tenuta Unterortl

Alto Adige Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2012 della Tenuta Tiefenbrunner

Alto Adige Sauvignon Sanct Valentin 2013 della Cantina San Michele Appiano

Alto Adige Gewürztraminer Vendemmia tardiva Roen 2012 della Cantina Termeno.

Sono 28 i “Tre Bicchieri” assegnati dal Gambero Rosso all’Alto Adige con un bel mix tra bianchi e rossi autoctoni, ma anche di altre varietà che in questo territorio però riescono a dare grandi risultati.

Di particolare interesse sono i “Tre Bicchieri Verdi” assegnati ai vini di tre aziende vitivinicole che lavorano in modo biologico o biodinamico:

Alois Lageder, Tenute Lageder

Alto Adige Terlano Pinot Bianco Eichhorn ’13 del Conte Michael Goess Enzenberg, Tenuta Manincor 

Alto Adige Val Venosta Pinot Bianco ’13 del Barone Sigmund von Kripp, Tenuta Stachlburg

Lo sforzo per migliorare costantemente la qualità porta i suoi frutti. “Ma non è solo in cantina che bisogna cullare il vino, la base del successo sta nella vigna”, a ripeterlo sono tutti i protagonisti del settore enologico altoatesino, dal più piccolo al più grande. Il terroir e la sua cura fa bene al vino e a chi nelle zone vitivinicole viene per fare turismo.

Curiosità
La produzione enologica altoatesina rappresenta con 5.000 ettari di zone vitate appena lo 0,75% della produzione nazionale (650.000 ettari di viti), ma è tra i grandi “player” con il maggior numero di vini premiati rispetto al territorio vitato. Per saperne di più: www.vinialtoadige

“Il sogno di una vita” del grande enologo Hans Terzer della cantina San Michele Appianosi è avverato creando “un vino da sogno” dal nome APPIUS. Si tratta di un insieme speciale di uve bianche provenienti da diversi vigneti storici. La promessa di un potenziale d’invecchiamento dai dieci anni in su.

Ristoranti, baite e masi dell’Alto Adige
Stelle e cappelli in primo piano per gli chef dell’Alto Adige. Nel 2015 la Guida Rossa Michelin ha assegnato all’Alto Adige ben 22 stelle a 19 ristoranti con altrettanti chef speciali. Invariate sono rimaste le due stelle assegnate a Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus di San Cassiano/Alta Badia, a Martin Obermarzoner del Ristorante Jasmin a Chiusa e a Gerhard Wieser del Ristorante Trenkerstube di Tirolo. Da segnalare sono le new entry di chef che hanno la stella, come Nicola Laera al La Stüa de Michil a Corvara/Alta Badia e Theodor Falser alla Johannesstube a Nova Levante.

Grande rilievo anche per i ristoranti BIB Gourmand, dove in Alto Adige spiccano ben 10 ristoranti e baite di particolare interesse.

Lodi piene per gli chef recensiti nel Le Guide de l’Espresso, di cui ogni anno viene pubblicata una guidina speciale “Vini e ristoranti Alto Adige/Südtirol” in vendita nelle edicole e librerie. Il più premiato con tre cappelli e 18,5 punti è Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus di San Cassiano/Alta Badia, seguito dai due cappelli di Herbert Hintner del Ristorante Zur Rose ad Appiano, Jörg Trafoier e famiglia (!) del Ristorante Kuppelrain a Castelbello e Gerhard Wieser del Ristorante Trenkerstube di Tirolo.

Di grande importanza per gli chef e i ristoranti altoatesini sono le valutazioni della guida internazionale Gault Millau.
Anche in questa guida Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus di San Cassiano/Alta Badia si attesta al primo posto con 19 punti e ben quattro “Hauben” (cappelli), seguito dalle tre “Hauben” di Gerhard Wieser del Ristorante Trenkerstube di Tirolo, Heinrich Schneider del Ristorante Terra di Sarentino, Karl Baumgartner del Ristorante Schöneck di Falzes, Herbert Hintner del Ristorante Zur Rose ad Appiano, Peter Girtler del Ristorante Einhorn a Mules/Vipiteno, Martin Obermarzoner del Ristorante Jasmin a Chiusa, Jörg Trafoier e famiglia del Ristorante Kuppelraina Castelbello e Andrea Fenoglio del Ristorante Sissi a Merano.

Sci e cucina, un binomio sempre più nel trend ovunque in Alto Adige. Se l’Alta Badia negli ultimi anni si è consolidata come l’olimpo della “gastronomia sciistica”, anche grazie a varie manifestazioni come Sciare con gusto, Gourmet Skisafari, Chefs Cup Südtirol, Roda dles Saûs e Vino Sci Safari, non sono da dimenticare le molte baite, gli innumerevoli rifugi e masi che si trovano lungo le piste delle località sciistiche dell’Alto Adige.
Un’iniziativa particolarmente carina e gustosa è quella delle “Schneesterne”, cioè i cristalli di neve, assegnati nell’ambito delle zone sciistiche riunite dallo skipass Ortler Skiarena. I criteri per ricevere i cristalli sono: una buona cucina con prodotti regionali, ambiente accogliente e un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Nel 2013 nelle zone Val Senales, Watles e Belpiano sono stati premiati il Rifugio Bellavista in Val Senales, il maso Höferalm a Watles e la baita Rojen a Belpiano, mentre nel 2014 nelle zone Val d’Ultimo, Merano 2000 e Plan Passiria sono stati premiati la baita Almhütte Steinrast (Val d’Ultimo), rifugio Meranerhütte (Merano 2000) e baita Almgasthof Lazins (Plan). Chi sarà premiato nel 2015 nelle zone sciistiche Renon, Sarentino, Monte Cavallo e Ladurns? Provate e poi vediamo…

E’ il maso Osteria Fronthof di Aica di Fié ad essersi aggiudicato il premio di “Maso con Gusto 2014” istituito dall’Unione Agricoltori altoatesini. Il Fronthof, gestito da Elisabeth e Markus Kompatscher, ha ottenuto il premio per le rispettose migliorie fatte al maso storico (la prima menzione risale al XIV secolo) e per l’attenzione nel servire vino e piatti fatti con prodotti del proprio maso.

Curiosità
Le golosissime “tre torte” della Guida Pasticceri & Pasticcerie del Gambero Rosso sono state assegnate anche ad un altoatesino: Andreas Acherer, titolare dell’omonima patisserie con sede principale a Brunico e un nuovo negozio a Bolzano.
A Brunico Andreas Acherer e sua moglie Barbara Strondl, fiorista, hanno creato una simbiosi particolare tra fiori e dolci.

Cosa c’è di più buono che arrivare in una baita dopo una sciata o una passeggiata con le racchette da neve e poter gustare un formaggio fatto in loco? La baita Kreuzwiesenalm all’Alpe di Luson e la baita Gostner Schwaige all’Alpe di Siusi, dove l’agricoltore-chef Franz Mulser crea manicaretti degni di stelle, sono i due luoghi da non perdere, perché fanno i loro formaggio in casa!

Mali Höllerè l’anima del maso Baumannhof a Signato alle pendici del Renon. Da decenni ormai la sua cucina tradizionale contadina è rinomata in tutto l’Alto Adige, ma a fare andare in brodo di giuggiole buongustai ed esperti gastronomi sono soprattutto i suoi ravioloni, gli “Schlutzkrapfen”. La ricetta di questi e di altri piatti tradizionali vengono raccontanti da Mali Höller nel suo libro “Dolomiti la cucina della tradizione”, edito da Athesia.

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