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Quattro chiacchiere con Luisella Benedetti, donna del Lugana

Il nostro Augusto Gentilli intervista l'affascinante produttrice veneta, esponente di una delle aree vitivinicole attualmente di maggior successo e da anni facente parte di www.italiadelvino.com

Quattro chiacchiere con Luisella Benedetti, donna del Lugana

LE INTERVISTE DI www.italiadelvino.com

Dopo alcuni anni passati a presentare vini, cantine ed eventi del mondo del vino, percorrendo migliaia e migliaia di chilometri, girando di cantina in cantina, ho deciso di dare ancora più spazio ai veri protagonisti di questo magico mondo, i produttori: da qui l'idea di farveli conoscere, intervistando uno ad uno tutti coloro che hanno avuto voglia di aderire a www.italiadelvino.com . Il progetto è ambizioso, perché si tratta di fare qualche centinaio d'interviste. Ho così deciso di avvalermi anche della penna di alcuni dei collaboratori-colleghi che mi hanno accompagnato in tratti di questo percorso. Il primo è Augusto Gentilli.

Mauro Giacomo Bertolli

2016-02-17
Tre donne unite in una storia di forza, coraggio e passione. Tre generazioni - nonna, mamma e nipote - che, a partire dagli anni 70, hanno costruito e fatto crescere questa Azienda - Ancilla - al confine fra Veneto e Lombardia, dove nasce un grande bianco: il Lugana Doc.

Luisella potresti raccontarci gli eventi più significativi della storia della tua Azienda?
L'Azienda nasce negli anni '70, quando mia nonna Ancilla comprò i vigneti di Tenuta La Ghidina, in località Lugana di Sirmione, e quelli di Tenuta Cadellora, in comune di Villafranca (VR). Inizialmente, eravamo solo produttori di uva e io imparai da lei, e da mia mamma Maria Teresa, i primi rudimenti su come gestire una vigna. Giunse poi il 2003 e io, che avevo fino ad allora lavorato nel mondo della finanza, decisi di cambiare vita. Dovetti, ovviamente, imparare praticamente tutto ma credo che le mie passate esperienze lavorative mi abbiano aiutato ad avere una visione più ampia del mio nuovo lavoro.

Quali sono gli aspetti essenziali che possono delineare al meglio la tua Cantina e la tua attività di vignaiola?
Due, secondo me, le caratteristiche fondanti la nostra attività: produciamo solo vini bianchi o rosé - da uve Trebbiano di Lugana, Chardonnay e Pinot nero - e abbiamo iniziato un percorso che ci ha portato ad eliminare - da alcuni prodotti - l'uso di solfiti aggiunti. Per noi fare vino vuol dire, in prima battuta, produrre vini che piacciano a noi e sappiano esprimere il vigneto senza essere eccessivamente preoccupati dalle mode di mercato.

Prima di dedicarti al vino lavoravi nel mondo della finanza: quali i motivi di un così radicale cambio di vita?
Ho sempre svolto con passione anche il mio precedente lavoro. Ad un certo punto della mia vita, però, ho preso coscienza della mia necessità di produrre qualcosa di concreto, una tradizione molto radicata nella nostra famiglia. Inoltre, nel 2004 è nato mio figlio Filippo e mi è sembrato naturale che crescesse in un ambiente basato sui dei valori sani e realmente importanti. Da ultimo, ma non certo per importanza, sentivo la necessità di dar vita a qualcosa di fortemente legato al lavoro di mia nonna.


La tua Azienda è, da sempre, gestita da donne: puoi raccontarci della fondatrice, ovvero tua nonna Ancilla?
Mia nonna era della classe 1909 e, rimasta vedova nel 43, ha sempre mantenuto la famiglia col suo lavoro e le sue capacità. Si può dire che mia nonna sia stata “l'uomo di casa”, un ruolo complesso anche ai nostri giorni ma quasi impensabile negli anni dopo la seconda guerra mondiale e in un contesto agricolo come il nostro. Ha, inoltre, aiutato mia mamma - la sua unica figlia, separatasi in giovane età - a crescere sia me sia mia sorella. Insomma, una gran donna alla quale mi ispiro ogni giorno senza ovviamente nulla togliere al fondamentale ruolo di mia mamma, i cui consigli sono tutt'oggi per me di eccezionale importanza.

La tua Azienda possiede vigne nella Tenuta La Ghidina a Lugana di Sirmione e nelle Tenuta Cadellora a Villafranca: ci puoi descrivere le principali differenze pedoclimatiche tra queste due vigne?
Tenuta La Ghidina risente fortemente dell'effetto mitigatore del Lago di Garda ed è caratterizzata da suoli limoso- argillosi, di origine glaciale, connotati da argille molto pesanti. Le vigne, estese per 6ha e costituite interamente da Trebbiano di Lugana, hanno almeno 45 anni di età dato che erano già presenti quando mia nonna acquisto la Tenuta.
Tenuta Cadellora a Villafranca, dove da circa otto anni abbiamo impiantato 4ha di vigne di Chardonnay e Pinot nero, è più distante dal Lago e i suoli, di medio impasto, sono ricchi di sabbie e ghiaie e, pertanto, assai più drenanti; inoltre, la zona è soggetta a violenti grandinate che ci hanno costretto all'uso di reti di protezione.

La tua attività è, da sempre, a conduzione rigidamente famigliare: qual è, in relazione alla tua esperienza, il valore aggiunto di questa realtà?
Per noi l'essere un'Azienda famigliare vuol dire, soprattutto, condividere i valori e le scelte ed è per questo motivo che, anche in futuro, rimarrà sempre tale. Io e mia madre - che ora non lavora più ma la cui presenza resta fondamentale - siamo molto fiere del fatto che questa percezione dell'Azienda sia condivisa anche da chi lavora con noi in vigna, in cantina e in ufficio.

Il Lugana Doc è un vino bianco capace di lunghi invecchiamenti: come si pongono i consumatori italiani di fronte a questo fatto - per noi culturalmente fuori dal comune - e come quelli stranieri?
È difficile far comprendere ai consumatori italiani che il Lugana Doc non sarebbe da bere come vino d'annata perché, col tempo, sa dare vita a prodotti di grande interesse. In ogni caso, sono stati compiuti degli importanti passi avanti nella comunicazione e oggi vi è molta curiosità in tal senso. Noi durante le degustazioni pubbliche portiamo sempre le Riserve per mostrare, nel bicchiere, tali capacità di invecchiamento: alcuni nostri vini, infatti, sono messi in commercio dopo 10 anni dalla vendemmia. Per l'estero è difficile tracciare un quadro univoco: ad esempio, negli U.S.A.,  attualmente, sono acquistati quasi esclusivamente vini giovani mentre Canada e paesi scandinavi stanno mostrando un forte interesse nei confronti delle Riserve.

Quale ritieni essere il tuo vino più rappresentativo e perché?
Per motivi affettivi noi siamo molto legati alla nostra prima etichetta, ovvero il Lugana Doc Ancilla; commercialmente, grandi soddisfazioni stanno arrivando dal Lugana Doc Ella. Tra i vini prodotti presso Tenuta Cadellora, stiamo ottenendo ottimi risultati da Effe, ottenuto da uve Chardonnay, e dagli spumanti A, da uve Pinot nero sia in bianco sia in rosa.

Un piatto da abbinare a un tuo vino e perché?
Il Lugana Doc Ella d'annata è ottimo su piatti a base di pesce di lago mentre le Riserve trovano piena espressione nell'abbinamento con formaggi di media stagionatura in virtù della loro maggior persistenza e complessità, in grado di sostenere quelle dei formaggi, nonché della freschezza, capace di pulire gradevolmente la bocca.

Ancilla ha lanciato anche una linea di prodotti per la pelle partendo dalle uve e dal vino da te prodotti e da acqua termale: ci puoi raccontare qualcosa su questa innovativa iniziativa?
Nel corso delle ricerche per la produzione di vini senza solfiti aggiunti, nel 2011 siamo entrati in contatto con un laboratorio di cosmetica che voleva affiancare le qualità dell'acqua termale con quelle antiossidanti del vino e dell'uva. È scattato un feeling immediato e, unendo i nostri sforzi e le nostre competenze, è nata la linea “Ancilla Wine Skin Care”.

Augusto Gentilli   per www.italiadelvino.com


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