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Amarone 2021, un’ottima annata: questa la considerazione dopo Amarone Opera Prima 2026

Rosaria Benedetti ha partecipato per italiadelvino.com sabato 31 gennaio ad Amarone Opera Prima. A lei il compito di raccontarci l’annata e descrivere alcuni dei vini assaggiati (Data pubblicazione 18-02-2026)

Amarone 2021, un’ottima annata: questa la considerazione dopo Amarone Opera Prima 2026


A detta di molti produttori e con la conferma della folta schiera di giornalisti e addetti stampa presenti sabato 31 gennaio a Verona ad Amarone Opera Prima 2026, l’annata 2021 ha le carte in regola per ottenere l’imprimatur di “Ottima Annata” 

Nelle numerose prove da botte si ritrovano i due maggiori denominatori “testimonial” di longevità, vale a dire acidità e tannini, declinati diversamente secondo zona, ai quali si aggiunge, per tutti, una buona ricchezza del sorso. 
Le tracce di opulenza ed esagerata morbidezza si sono perdute quasi per sempre (fatte salve le richieste di alcuni mercati) per lasciare spazio a verticalità ed eleganza. 
Le voci di corridoio tra le due ordinate corsie dei desk aziendali sussurrano che si vada facendo strada una teoria del ritorno alle origini, con vini più stretti che trasmettano con franchezza i tratti distintivi delle diverse zone di produzione. 


Calici alla mano, la Valpolicella si presenta vivace e il settore degli Amaroni sembra oggi in grado di muoversi con maggior scioltezza. 
Senza rinunciare a gradazioni alcoliche elevate, per altro raramente percettibili ma obbligate dalle tecniche di appassimento, gli assaggi riflettono una immagine meno omologante, più variegata e più territoriale. 
A invocare buoni auspici di conferma, necessari visti i tempi che corrono per il mercato, ha concorso anche la sfumatura di rosso in tonalità accesa che ha avvolto e contraddistinto l’allestimento nell’alternativa sede delle Gallerie Mercatali: un segnale di vitalità, accoglienza e prestigio per questo grande vino italiano che si è presentato con una settantina di nuove etichette 2021 di 67 aziende.


Di seguito la descrizione di alcuni dei vini assaggiati: non una classifica ma il racconto di alcuni che ci hanno colpito, in rigoroso ordine alfabetico.

Boscaini Carlo – S. Ambrogio di Valpolicella     
Amarone della Valpolicella DOCG Classico S. Giorgio
Boscaini Carlo ha portato due annate quasi gemelle, 2021 e 2020, che mostrano una grande coerenza stilistica, ma la 2021 rivela forse una ricchezza più ampia. 
Il colore volge al granato abbastanza trasparente, il profilo olfattivo spazia dalla confettura di mirtillo a quella di piccoli frutti, con un bel sottobosco e un tocco di chiodo di garofano e ciliegia sotto spirito. In bocca il vino resta snello ma già generoso, chiude fresco e nonostante i 16% di alcol, mantiene un equilibrio sorprendente.

Domini Veneti – Cantina Valpolicella Negrar – Negrar
Amarone della Valpolicella DOCG Classico Collezione Pruviniano
La linea Domìni Veneti, fiore all’occhiello della storica Cantina Valpolicella Negrar nasce da vigneti selezionati della Valpolicella Classica e propone per questa Opera Prima un’interpretazione moderna ma fedele al territorio. L’Amarone classico si presenta diretto, verticale e snello, già sorprendentemente completo, con una presenza alcolica ben percepibile ma equilibrata. La versione “pruviniana” aggiunge quel tocco di pienezza con uno scatto più energico e pur mantenendo i tratti classici, si completa con piccoli frutti scuri e liquirizia. 

Ilatium Morini – Mezzane di Sotto 
Amarone della Valpolicella DOCG Leòn
Al calice è fitto e scuro. L’attesa delle note olfattive, alla mescita quasi ermetiche, è ripagata dopo pochi minuti da una tavolozza ricca di frutto nero, tocchi di cacao e ciliegia matura. La beva è già solida, sostenuta dalla giovanile vivacità dei tannini e prelude un futuro Amarone avvolgente e opulento, pienamente in linea con la tradizione. Il finale lievemente amaro si integra con naturalezza nel retrogusto che ripropone toni fruttati in equilibrio con una delicata balsamicità.


Roccolo Grassi – Mezzane di Sotto
Amarone della Valpolicella DOCG
Il 2021 è ancora in botte. È un calice già ricco ed energico: la frutta scura si esprime nitida accanto alle note di ciliegia sotto spirito e spezie in sottofondo che ricordano l’appassimento; il corpo è già pieno ma gli slanci di gioventù della trama tannica suggeriscono attesa.  Il 2015, vino pronto, maturo, mostra potenza e profondità gusto-olfattiva grazie ai sentori evoluti, alle note di confettura di prugne e tabacco, ai tannini già domati. Entrambi i prodotti testimoniano la grande continuità espressiva dell’Azienda.


Rubinelli Vajol – San Pietro in Cariano, Conca di Vajòl
Amarone della Valpolicella Classico DOCG
Un’identità territoriale pura, nata nei cinque vigneti del Vajol, ed una grande coerenza stilistica caratterizzano gli Amaroni Rubinelli Vajol che si esprimono con finezza e territorialità: mirtillo e piccoli frutti si legano alla ciliegia sotto spirito, a spezie delicate ed erbe officinali in entrambi i prodotti. L’annata 2021 è però più vibrante, e lascia immaginare un futuro di grande energia gusto-olfattiva benché il sorso sia già perfettamente godibile. La 2018 è più distesa, elegante e armonica, di grande equilibrio tra tannicità ben integrata e finali di tabacco e polvere di cacao.

Sabaini – Illasi
Amarone della Valpolicella DOCG
La nuova annata 2021, ancora in botte, dell’Amarone Sabaini mostra struttura e slancio. Si presenta con colore vivace piuttosto intenso; al naso sprigiona già note di cioccolato, cannella e confettura di prugne mentre il sorso conserva un piglio giovanile, con una trama tannica dinamica e alcolicità ben percepibile. Nel confronto diretto, la 2020 è più pronta e compiuta, con tannini più morbidi ed integrati, maggiore avvolgenza ed un profilo gustativo più rotondo mentre la 2021 evidenzia una tensione giovanile che prelude un sorso futuro scattante e longevo.



Secondo Marco – Fumane
Amarone della Valpolicella Classico DOCG 
Secondo Marco accompagna l’annata 2021 con un tripudio di eccellenze, regalando sorsi in verticale fino al 2014: nei calici, dalla trasparenza sorprendente, classe ed eleganza sono per tutti i millesimi comuni denominatori. L'annata 2021, definita "perfetta", porta un frutto preciso e ottima acidità, con tannini già integrati ed un'estrema bevibilità. Il 2017, meno stretto, si esprime con aromi più intensi e tannini robusti. Il 2015 e 2014 hanno un naso più contenuto e mostrano entrambi ancora un carattere verticale ma con piacevoli note evolute. Tutti vini “leggiadri” mai leggeri, che catturano per l’eleganza, la precisione ed una raffinata complessità sottesa e mai esibita.


Valentina Cubi – Casterna
Amarone della Valpolicella DOCG Morar
L’approccio biologico di Valentina Cubi conferisce ai suoi vini una traccia identitaria e territoriale indelebile. L’Amarone 2021, energico e teso, accosta ai tradizionali profumi di frutta scura un personalissimo delicato tocco floreale; la bocca verticale, snella, non indugia in morbidezza ma si esprime già con grande equilibrio. La Riserva 2015 gioca sulla profondità e intensità del gusto e sull’olfatto evoluto con sentori di spezie, leggero tabacco e tocchi di cacao. Entrambi i vini privilegiano l’equilibrio, la capacità di evoluzione e la bevibilità rispetto all’opulenza.

Zymé – San Pietro in Cariano
Amarone della Valpolicella Classico DOCG
Annate diverse, la 2021 e la 2019, ma stesso stile artigianale e identitario: concentrazione, frutto scuro, maturo oppure in confettura nella 2019, sorprendenti tocchi floreali e poi spezie, erbe officinali e cenni balsamici.  La beva è fitta ma dinamica, la tannicità domata. Il 2021 punta con precisione su una ciliegia più nitida e un ottimo slancio verticale grazie alla piacevole percezione di freschezza. Il 2019, con presenza di oseleta, è più scuro, ben strutturato e rivela la naturale coerenza enologica dell’azienda: Amaroni destinati ad infinita longevità.


Rosanna Benedetti


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