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Il PACCHETTO VINO europeo al centro del convegno UGIVI a Quistello (MN) del 13 giugno 2026

Le sfide del PACCHETTO VINO tra ruolo dei Consorzi, gestione dell’offerta, innovazione e sostenibilità (Data pubblicazione 10-07-2026)

Il PACCHETTO VINO europeo al centro del convegno UGIVI a Quistello (MN) del 13 giugno 2026


Il Regolamento UE 471/2026, entrato in vigore lo scorso marzo, ha rappresentato lo sforzo corale delle Istituzioni europee e di tutti gli stakeholders del settore per rispondere alle difficoltà del comparto ed elaborare un ventaglio di risposte.

Alcuni dei più importanti rappresentanti del mondo del vino italiano si sono ritrovati al Convegno “Il vino cambia: sfide e opportunità”, svoltosi sabato 13 giugno 2026 alle ore 9.30 presso la Cantina Sociale di Quistello ed organizzato da UGIVI – Unione Giuristi della Vite e del Vino, in collaborazione con Cantina Sociale di Quistello, Camera Civile di Mantova e Legal Hackers Mantova.

Il Convegno ha approfondito gli aspetti rilevanti della nuova normativa e ne ha indagato le implicazioni e i conseguenti scenari operativi.

Luca Rigotti, Presidente del settore vino di Confcooperative e Presidente del Gruppo di Lavoro Vino di Copa Cogeca, ha letto la normativa come uno stimolo alla elaborazione, sul piano locale, di progetti e programmi di lungo periodo sui territori viticoli.
I Consorzi di tutela, insieme alle Organizzazioni interprofessionali e agli enti locali (le regioni in particolare) sono chiamati a rispondere alle esigenze di aggregazione e coordinamento nelle realtà produttive e territoriali medio piccole o dotate di minori risorse.
Le misure emergenziali approvate ed incrementate dal Regolamento, come la distillazione, la vendemmia verde e l’estirpazione, infatti, se applicate secondo un approccio lineare ed omogeneo, non possono rappresentare la soluzione della crisi per quei territori, e sono molti in Italia, che a livello economico, culturale, paesaggistico non hanno valide alternative alla viticoltura.

Riccardo Ricci Curbastro, Presidente di EFOW – European Federation of Origin Wines, ha salutato con favore il “cambio di paradigma” nei lavori del Gruppo di Alto Livello sul Vino, la proficua collaborazione della Commissione, ed ha ricordato la necessità che le misure adottate vengano calibrate a livello locale, perché ogni territorio ha le proprie peculiarità e deve rispondere alle difficoltà ed alle sfide del momento in modo differente, con strategie diverse da area ad area.
Ha pure sottolineato la necessità di razionalizzare i servizi dei Consorzi più piccoli per aumentarne l’efficacia e l’impatto, ed ha apprezzato la valorizzazione dell’enoturismo, prevista tra le misure del decreto, quale elemento di aggregazione di imprese e servizi di un territorio attorno alla viticoltura. Per i Consorzi di tutela, dotarsi di certificazioni di sostenibilità, nelle loro diverse declinazioni ESG, può essere la premessa indispensabile per una tutela collettiva ed integrata dell’ecosistema territoriale e di nuovo rapporto con i consumatori di ogni età e livello, basato sulla buona reputazione e su vere pratiche di attenzione ambientale, sociale, di governance.

Mario Danesi, Vice Presidente di AsCoViLo – Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e Vice Presidente del Consorzio Montenetto, ha elogiato il riconoscimento dell’enoturismo quale attività strategica, come risposta al calo dei consumi ed alle turbolenze del mercato.
Il turismo del vino ha il grande vantaggio di portare valore ad altri operatori del territorio (ristoranti, ospitalità, ecc). Tuttavia, perché si abbiano gli strumenti per operare, è necessario investire e, perciò, ben vengano le risorse che l’UE ha deciso di mettere in campo.
L’investimento può dipanarsi non solo in attrezzature produttive ma anche in strutture di accoglienza e su ciò che è d’impatto su un territorio (segnaletica, mobilità, collegamenti, accessibilità e mobilità sostenibile).
Resta indispensabile implementare i servizi: fare ospitalità significa avere competenze turistiche, digitali, di promozione e comunicazione. Monitorare i flussi, capire qual è la clientela, registrare le impressioni delle esperienze.
AsCoViLo, ha sviluppato un progetto con la collaborazione della Prof.ssa Roberta Garibaldi che ha portato alla creazione di un portale, Italiancellardoor.wine, in cui il turista può scoprire non solo le cantine ma anche percorsi culturali, a contatto con la natura, ecc.

Il ruolo più centrale dei Consorzi di tutela, nel campo tradizionale della gestione della produzione e dell’offerta e della promozione, ma anche nelle nuove aree di azione dei servizi turistici, è stato approfondito da Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio Garda Doc e della Valtenesi.
I Consorzi, su cui precipitano nuovi compiti, abbiano bisogno di implementare le competenze, le capacità e le professionalità. Solo così i Consorzi potranno devono essere messi in grado di affrontare le sfide del mercato e la sfida dell’aggiornamento dei disciplinari, anche per eventualmente inserirvi norme di sostenibilità ESG.

Stefano Sequino, Direttore del Consorzio Doc delle Venezie, ha sottolineato lo sforzo della ricerca e la spinta del Consorzio per la produzione di vini a basso grado naturale, all’esito di un processo agronomico in vigneto che porta le uve a produrre una minore quantità di zuccheri.
Una scelta sfidante, frutto di decisioni lungimiranti e possibilmente l’esito di una programmazione razionale, consapevole, pluriennale, anche di comunicazione al consumatore, posto che il vino a ridotto tenore alcolico naturale non perde la sua connotazione fortemente territoriale e identitaria, espressiva dell’areale di produzione.
Il ruolo del Consorzi è dunque quello di mettere a disposizione nuovi strumenti per la regolazione dell’offerta e proporre al legislatore le soluzioni anche normative per potere distinguere, anche dal punto di vista giuridico, i vini a basso tenore alcolico naturale.

Alessandro Beduschi, Assessore alla Agricoltura della Regione Lombardia
, ha ricordato la svolta normativa rappresentata dal Pacchetto Vino ed ha rivendicato l’attenzione di Regione Lombardia per la vitivinicoltura, così rappresentativa di una parte nobile e prestigiosa della regione, a difesa della qualità del prodotto e del territorio.

Ignacio Sanchez Recarte, presidente del Comité Vins – CEEV, ha inviato un video di saluto evidenziando il grande sforzo collettivo e la comunità di intenti che ha portato all’elaborazione in tempi brevi di questo rinnovato quadro normativo.

Il convegno ha inoltre visto alternarsi interventi giuridici di soci UGIVI, che hanno illustrato alcune delle riforme contenute nel Regolamento: Filippo Moreschi, Dino Tedeschi, Elisa Pradella, Alessandra Zuccato, Gloria Trombini, hanno trattato delle nuove norme in tema di gestione del prodotto, di enoturismo, gestione dell’offerta e della riforma della disciplina dei vini dealcolati. Ulteriormente, è stato approfondito l’istituto della società tra professionisti costituita dall’agronomo e dall’avvocato: una moderna forma di collaborazione destinata a crescere, a diffondersi, per offrire un servizio integrato alle imprese vitivinicole ed Agroalimentari.

Il convegno è stato patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Mantova, dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Mantova, dal Comune di Quistello, Confcooperative Fedagripesca, GAL Terre del Po 2.0, Consorzio Oltrepò Mantovano e Associazione Stella Argeade.


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Palmento Costanzo
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